domenica 23 dicembre 2007

NON SONO IO, UN CASO DI OMONIMIA

Donato al Museo Baracca il cuscino dell'aereo su cui morì l'Asso

Il Museo Baracca di Lugo arricchisce la propria collezione di cimeli con il cuscino in cuoio del seggiolino dell’ultimo caccia SPAD pilotato da Francesco Baracca. Il prezioso cimelio è stato donato al Museo da Giuseppe Sciascia, che lo conservava tra i cimeli ereditati dal padre che durante la prima guerra mondiale aveva prestato servizio in artiglieria.
«Per un museo specializzato come il nostro è un grande onore ricevere un cimelio che tutti i musei aeronautici italiani vorrebbero avere,» ha detto il Sindaco di Lugo Raffaele Cortesi «La donazione è doppiamente importante perché riconosce gli sforzi fatti in questi anni per rinnovare il percorso espositivo e proiettare il Museo Baracca fuori dell’ambito locale.»
Il sergente maggiore Orazio Sciascia recuperò il cuscino pressoché intatto sul Montello, la collina sulla riva destra del Piave che segnò la massima penetrazione austriaca nel giugno 1918. Fu proprio da una missione contro la testa di ponte austriaca che Baracca non fece ritorno il 19 giugno 1918. Quando, alcuni giorni dopo, gli italiani ritrovarono il relitto dello Spad VII i pezzi principali furono recuperati per musealizzarli e diversi frammenti dell’aereo furono raccolti per ricordo dai soldati italiani, fra i quali vi era appunto il sergente maggiore Sciascia.
Il cuscino non porta indicazioni di sorta, ma le sue dimensioni corrispondono a quelle del seggiolino dello Spad VII esposto presso il Museo Baracca. Ulteriori riscontri sono stati fatti su altri esemplari di Spad esistenti in Italia ed interpellando alcuni studiosi internazionali esperti di questo tipo di aereo. Il Museo Baracca possiede già altre parti dell’aereo sul quale morì Baracca, quali il parabrezza, il collimatore Chretien, lo specchietto retrovisore e un frammento del collettore di scarico. Il motore Hispano Suiza ed altri elementi, di proprietà del Museo Storico dell’Aeronautica Militare, sono stati esposti a Lugo nel 2006.

(nella foto il cuscino per l’occasione fotografato sul sedile dello SPAD conservato a Lugo)

MANFREDI SALEMME

















Prima di parlare di me voglio raccontarvi la storia di un incontro, sarò brevissimo....
Manfredi l'ho conosciuto a Palermo nel 1968, eravamo insieme a fare il militare nella Capitaneria di Porto, abbiamo passato tre anni stupendi, il tempo è passato, nel 2008 saranno 40 anni che ci conosciamo, è un buon amico, lui dice che io sono il suo più grande amico..... ma come fa a dirlo? Lui è un metro e ottantadue, io..... un metro e..... un po di meno....

Eccolo li, vedete? Stava lavorando come cuoco su uno yacht... a me sembra che legga!

Basta più.... ( come dico sempre io ), ho dedicato a lui il primo post, d'ora in poi parlerò di altre cose e persone

ciao ciao